28 febbraio 2013

la lezione della vita


LA LEZIONE della VITA






e...la lezione continua...ma fortunatamente a 52 anni non ho più paura dei 
giudizi e dei pregiudizi ,adoro questa leggerezza che la maturità mi sta 
regalando e continuo a ringraziare il Buon Dio per le gocce di meraviglia 
che ogni giorno mi istilla negli occhi e la volontà che mi riversa nelle
mani e nel cuore .

27 febbraio 2013

ti racconto



           TI  RACCONTO.....




Il pavone superbo


Tanto tempo fa in una foresta viveva uno splendido pavone dal piumaggio smeraldo e dalla coda verde-azzurrina. Si diceva che fosse il più elegante tra tutti gli animali ma anche il più superbo: amava infatti vantarsi della sua meravigliosa ruota e per questo andava in giro mostrandola a tutti, suscitando talvolta lo stupore tra gli altri animali, talvolta l’invidia.Con il passare del tempo, però, anche coloro che un tempo lo ammiravano per la sua eleganza cominciarono a odiarlo per la sua troppa superbia.Giunse allora la stagione della caccia e l’intera foresta fu messa in subbuglio: tutti gli animali cercavano un luogo sicuro dove ripararsi e si aiutavano gli uni gli altri quanto più potevano. Si passavano la voce riguardo quella sciagura, gli uccelli indicavano i migliori rifugi ora per gli animali più piccoli come gli scoiattoli, ora per quelli più grandi come i leoni e le pantere.Anche al pavone giunse la notizia della caccia ma anziché mettersi in salvo come tutti gli altri decise che quella sarebbe stata l’occasione giusta per mostrare anche agli umani la sua eleganza e la sua impareggiabile bellezza. Si incamminò allora nella direzione opposta alla quale venivano la maggior parte degli animali e quando si trovò nella radura davanti ai cacciatori salì sulla roccia dove batteva maggiormente il sole e aprì la sua coda mostrando così la più elegante ruota che si fosse mai vista in tutta la foresta.Ma non ottenne l’effetto sperato: i cacciatori ,infatti, avendolo notato, non restarono ad ammirarlo bensì caricarono il fucile, presero la mira su di lui e spararono.Quella sera gli uomini fecero del pavone un sontuoso e ricco banchetto per loro e per la loro famiglia mentre splendide ed eleganti penne della coda dell’uccello finirono per diventare ornamento di cappelli per le donne.Soltanto una penna, quella centrale ovvero la più lunga e splendente, riuscì a sottrarsi da quell'orribile sorte: fu ritrovata da una volpe davanti alla roccia sulla quale il pavone si era eretto per l’ultima volta, come a simboleggiare che lì un pavone, per la sua troppa superbia e la sua troppa vanità, era diventato ricca cena per i cacciatori.




26 febbraio 2013

25 febbraio 2013

ninfee

RICICLO CREATIVO
ispirata dalle ninfee di Monet
ho cominciato a tagliuzzare petali  foglie e pistilli
dai cartoni delle uova...... un pò di colore e di colla , 
una tavoletta di legno del colore dello stagno di Giverny
qualche sasso bianco ed ecco qui le mie 
NINFEE












ecco il procedimento


per la base ho utilizzato questi contenitori di carta pressata


dal coperchio ho ritagliato i petali 12 grandi e 8 un pò più piccoli 




da un contenitore ho ricavato la corolla centrale

per i pistilli , dagli angoli del coperchio ho ricavato una striscia che ho poi sfrangiato


per il bocciolo ho utilizzato queste parti


dal coperchio ho ritagliato le foglie e gli steli

ho dato su ogni singola parte una mano di acrilico bianco



una volta asciutte le ho dipinte dando loro la tonalità di colore definitiva
ho incollato i petali in cerchi concentrici, prima quelli più grandi , poi quelli più
piccoli, la corolla centrale e all'interno della corolla la frangia di pistilli arrotolata su se stessa


 nell'angolo a destra ho creato il canneto incollando gli steli verticali e i sassi
bianchi ho incollato le foglie e con il pennello ho disegnato alcuni tralci e in fine ho incollato i fiori


Le mie ninfee sono sbocciate anche se fuori il paesaggio è siberiano


con questo progetto partecipo alla raccolta fiorita di Daniela e Milly


Gio

24 febbraio 2013

Torta di mele

il dolce della domenica
TORTA DI MELE
nonostante l'influenza il pasticcere non demorde e sabato all'alba era già 
in cucina a cuocere la  semplice e buona torta di mele


 INGREDIENTI:
4 mele golden
250 g di farina 00
250 g di mascarpone
4 uova
150 g di zucchero
una bustina di lievito
una bustina di vanillina 
un pizzico di sale
zucchero a velo


PREPARAZIONE
Sbattere le uova con lo zucchero ,aggiungere il mascarpone e la farina, il pizzico di sale, la vanillina, una mela tegliata a dadini e per ultimo il lievito. Versare l'impasto in una tortiera imburrata e infarinata, sbucciare le mele, tagliarle a fettine e distribuirle a raggiera sopra l'impasto ,cuocere nel forno a 180° per un'ora.
prima di servire spolverare con lo zucchero a velo.

PS con il mascarpone al posto del burro si ottiene una torta soffice e umida
grazie Mario

23 febbraio 2013

le ninfee di Monet

LE NINFEE DI MONET
Qualche giorno fa su SKY arte ho visto un bellissimo documentario
 sulla vita del pittore francese

Claude  Monet


( Parigi ,14 novembre 1840 - Giverny , 6 dicembre 1926 )

Viene considerato uno dei padri dell'impressionismo, fu allievo e amico di Eugene Boudin che gli insegnò
«come ogni cosa dipinta sul posto abbia sempre una forza, un potere, una vivacità di tocco che non si ritrovano più all'interno dello studio», indirizzandolo così alla pittura del paesaggio dal veroMonet dirà poi che Boudin «con instancabile gentilezza, intraprese la sua opera d'insegnamento. I miei occhi finalmente si aprirono e compresi veramente la natura; imparai al tempo stesso ad amarla. L'analizzai con una matita nelle sue forme, la studiai nelle sue colorazioni. Dipinse opere stupende come i suoi paesaggi nel verde o le imbarcazioni sul mare , trovo incantevole il ritratto che fece a sua moglie dal titolo "la passeggiata "ma i colori e le sfumature delle sue ninfee sembrano uscite da un sogno Nel 1920 Monet offre allo Stato francese dodici grandi tele di Ninfee, lunga ciascuna circa quattro metri, che verranno sistemate nel 1927 in due sale ovali dell'Orangerie delle Tuileries; altre tele di analogo soggetto saranno raccolte nel Mousée Marmottan. Certamente per Monet , le ninfee hanno rappresentato un'ossessione sopratutto negli ultimi anni della sua vita dove problemi alla retina non gli permettevano di vedere le sfumature più chiare. Fu un uomo provato da tanto dolore, la morte di due mogli e dei due figli, visse nella vecchiaia a Giverny con la figliastra Blanche nella casa con lo stagno delle ninfee e il ponte giapponese. Poco prima di morire scrisse di aver avuto "il solo merito di aver dipinto direttamente di fronte alla natura, cercando di rendere le mie impressioni davanti agli effetti più fuggevoli, e sono desolato di essere stato la causa del nome dato a un gruppo, la maggior parte del quale non aveva nulla di impressionista".

lo stagno di Giverny
una parte dell'Orangerie delle Tuileries




  
















Scava un buco per il tuo stagno senza attendere la luna. 
Quando lo stagno sarà finito, la luna da sola ci verrà 

(Eihei Dogen)


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