4 settembre 2014

Presina Cuore

Leggendo i post precedenti verrebbe da pensare che ho bighellonato tutta l'estate ....ma non è così , o meglio , ho fatto qualche escursione in più (approfittando al volo dei pochissimi giorni di sole), poi Mario ed io abbiamo imbiancato più di mezza casa (2 giorni a imbiancare e 2 giorni a pulire) ma sono comunque riuscita a ritagliarmi dei momenti , soprattutto nelle giornate di pioggia, per creare qualcosa . Un po' di tempo fa avevo cucito delle   PRESINE A FORMA DI UCCELLINO , sfruttando la stessa tecnica "a tasca" ne ho cucite altre due a forma di cuore
dopo aver disegnato e ritagliato il modello di carta l'ho replicato nella stoffa, una volta in tinta unita,una volta nella stoffa fantasia e ancora nel tessuto fantasia le alette per le tasche, che praticamente è un cuore delle stesse dimensioni a cui ho tolto un triangolo al centro
ho ripiegato un piccolo orlo sulle alette
ho posizionato un leggero strato di imbottitura di poliestere tra i due cuori di stoffa,ho fissato con gli spilli le taschine al loro posto e ho imbastito insieme tutti i vari strati
ho fatto tutto intorno un giro a zig-zag, ho imbastito e poi cucito il bordo sbieco tutto intorno 
ho attaccato anche un'asola di stoffa che servirà per appendere la presina 

ho decorato il centro con dei bottoncini, 
uno verde sul davanti e uno bianco dietro.

Gio

2 settembre 2014

Dal ghiacciaio del Belvedere al rifugio Zamboni - Zappa a Macugnaga

Con la promessa meteo di due giorni consecutivi di sole, Mario ed io siamo partiti alla volta della Valle Anzasca, con la speranza di poter vedere da vicino una delle più belle catene montuose d'Italia


Il Monte Rosa, parete est
che solo da Macugnaga offre alla vista tutte e quattro le sue cime


buona parte del dislivello lo abbiamo superato grazie alla seggiovia 
che da Pecetto sale fino al ghiacciaio del Belvedere


attraversiamo agevolmente il ghiacciaio 
quasi completamente ricoperto di sassi e detriti
anche se i rumori generati dai movimenti sommersi e non
 hanno un che di inquietante


ogni volta che si alza lo sguardo il panorama lascia senza parole 


ben presto raggiungiamo il sentiero 
sulla morena che divide il ghiacciaio dalla valle



meno di un'ora di cammino e siamo sulla piana erbiva 

dove sorge il rifugio Zamboni Zappa (mt 2070)

poca fatica


in cambio di una grande emozione

il tempo di un caffè e mezz'ora di contemplazione
 poi continuiamo la nostra escursione verso il lago delle Locce



ma quello è un'altro post
Alla prossima 
Gio




1 settembre 2014

L'orrido di Bellano


Non si può passare da Bellano
 senza andare ad ammirare questo spettacolo della natura ...
..all'ingresso ci accoglie questo arcobaleno sull'acqua
L'orrido è una gola naturale che si è formata 15 milioni di anni fa dalle acque del torrente Pioverna che per erosione ha scavato una profonda gola tra
 Taceno e Bellano.
 è possibile attraversare una parte dell'orrido percorrendo delle ripide passerelle sullo strapiombo.
 L'orrido è stato da sempre apprezzato dalle ricche famiglie bellanesi del passato, ad esempio i Denti che nel XV secolo sfruttavano già la forza delle cascate del fiume per la lavorazione del ferro. 
Nel XVII secolo divenne dimora di Cipriano Denti e
 poi ispirazione del poeta Boldoni. 
Sotto, l’acqua a tratti la si vede  e a tratti la si sente solo.
 È come essere in balia della natura, 
fra strapiombi, passaggi di luce e ombra, 
gocce d’umidità che salgono dal basso e creano un effetto aerosol.
il tutto all'interno di un rigoglioso parco
Una leggenda antica (e poco conosciuta) vuole che un valoroso guerriero di nome Taino Cameroni sia sepolto nelle acque dell’Orrido insieme al suo tesoro, accumulato in una vita di saccheggi e battaglie. Furono i suoi stessi seguaci a deviare il corso di un ramo della Pioverna per seppellire il loro capo, in eterno nascosto in un alveo subacqueo coi suoi preziosi.

All’inizio del percorso che conduce all’Orrido c’è la Casa del Diavolo (Cà del Diavol, in dialetto). È una torretta costruita a ridosso del fiume Pioverna. Non se ne conosce l’origine e la funzione ma da una stampa risalente al 1834 sappiamo che in quell’anno era già esistente. Annotazioni ancora più antiche fanno pensare alla costruzione della casa addirittura nel tardo ’600, con lo scopo di controllare la navigazione lacustre. Il suo nome è legato alle figure mitologiche, fra cui un satiro, che decorano la facciata dell’ultimo piano. La torretta ha quattro piani e un fascino tutto suo, che ha fatto nascere numerose dicerie sulle reali funzioni di questo edificio.


 Visti i simboli esoterici presenti abbondantemente sui muri della Casa del Diavolo molti sono pronti a giurare che lì, fino a poco tempo fa, si celebravano rituali satanici o pagani

una volta superato l'orrido il Pioverna torna tranquillo e si immette nel lago

Gio






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