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8 dicembre 2017

Festa dellImmacolata

Acune delle Madonne più belle che ho fotografato quest'anno 
alla Galleria degli Uffizi a Firenze

Senza di Lei non ci sarebbe il Natale

Auguri!
Gio

5 aprile 2015

S.Pasqua 2015

(antica icona russa)

Gesù risorge
nel segno della Pace .....
tra il cielo e la terra .....
....tra fratello e fratello 
forse è proprio
"solo" di questo abbiamo davvero bisogno..
 a tutte le amiche e gli amici
della blogosfera virtuali e non
AUGURI
per una serena S.Pasqua di Pace
Gio

18 aprile 2014

Icona del Crocifisso



"Chi crede in Gesù porta la Croce in trionfo, come prova inoppugnabile che Dio è amore... Ma la fede in Cristo non si dà mai per scontata. Il mistero pasquale, che riviviamo nei giorni della Settimana Santa, è sempre attuale. Noi siamo oggi i contemporanei del Signore e come la gente di Gerusalemme, come i discepoli e le donne, siamo chiamati a decidere se rimaniamo con Lui o fuggiamo, o siamo dei semplici spettatori della sua morte "
Giovanni Paolo II
(Omelia, 24-Marzo-2002).

Da qualche anno a questa parte ho cominciato ad amare l'arte sacra e in particolare mi affascinano molto le antiche icone, la cui lettura dei particolari ha sempre un senso di Fede semplice ma allo stesso tempo profondo, questa passione mi ha spinto a fare anche un corso per imparare la tecnica della pittura delle icone, questo volto di Gesù è una delle ultime che ho dipinto.
Per la realizzazione di questa tavola mi sono ispirata alla straordinaria opera che Giunta Pisano dipinse nel 1240 per la basilica di S.Domenico a Bologna



 quando vidi per la prima volta questo volto di Cristo rimasi molto colpita, conservai a lungo quell'immagine e quando nel 2006 ho deciso di dipingere un'immagine di Cristo Crocifisso ho cercato di riprodurre un volto che assomigliasse a quello dipinto dal Pisano in uno stile molto simile a quello bizantino



L'ho dipinto su di una tavola di legno massello con la tecnica antica della tempera all'uovo e doratura con foglia d'oro ...
la mia è solamente un'interpretazione molto semplificata


Il Crocifisso di Giunta Pisano a immagine intera
 per me è un'opera davvero straordinaria


l'espressione di questo volto nella sua drammaticità
conserva una grande dolcezza

Gio

6 gennaio 2014

L'Epifania del Signore

Ultimo giorno di festa del periodo natalizio .

Questa antica icona russa ben rappresenta la sintesi della festa di oggi.  L’icona dell’Epifania, che mette l’accento sul fatto che il Signore nato viene riconosciuto, grazie al segno divino della stella, dai “sapienti dell’oriente, che affrontano il viaggio difficile fino a Betlemme per prostrasi ed adorare il “Re dei Giudei che è nato”. È il primo riconoscimento, proveniente da stranieri non ebrei, che da Israele è germogliato il Salvatore. I magi sono tradizionalmente tre, quanti i doni che portano al Bambino: il significato di questi è molto incerto, pare che l’oro e l’incenso accennino alla dignità regale e divina di Gesù, mentre la mirra (pianta amara) alluda alla passione ed ai contrasti che nasceranno dalla sua venuta


Russia XVII secolo



PREGHIERA

La stella indicata dal profeta 

è quella a cui hanno guardato i Magi,

ed è la stella che attira ogni uomo,

che pur suo malgrado va verso la luce.

La stella indica la strada da seguire

tra le numerose traversie della vita,

dove non mancano le insidie del cammino

e quelle di chi, come Erode,

finge aiuto, facendo solo i suoi calcoli.

La stella scompare e ricompare

quando meno te l’aspetti,

e tuttavia ci guida verso una povera dimora,

dove finalmente ti troviamo,

comprendendo che quella stella sei proprio Tu,

e che cercarti, Gesù, è opera della tua Grazia

sicché dovremo sempre restare in cammino 



Preghiera tratta da "per continuare a cercarti". (GM/06/01/11)


Buona festa dell'Epifania
Gio

1 novembre 2013

Festa di Ognissanti

Il 1° di Novembre la Chiesa cattolica festeggia la festa di Ognissanti. Oggi è difficile parlare di santità, eppure la santità non esige condizioni storiche, sociali o psicologiche speciali per realizzarsi. Si incarna in ogni epoca, attraverso il cuore di chi la accoglie; irradia di luce il mondo, feconda i solchi aridi della terra, produce, dovunque passa, il frutto dolcissimo della carità.

antica icona greca dei Santi
(1700 ca)


I Santi non si arrendono mai. Non cedono neppure di fronte alle loro fragilità, alle proprie incostanze, ma fiduciosamente si abbandonano in Dio. Sanno ricominciare sempre, anche dopo qualunque fallimento, perché confidano in Lui e non nelle proprie forze. Non tremano per il baratro dell’umana miseria, ma si inabissano totalmente nella infinita Misericordia di Dio. Non si scandalizzano per il quadro desolante della ingiustizia umana, ma si appellano al solo Giusto, al solo buono, al solo misericordioso.

I Santi sono le persone più libere, che non si lasciano condizionare dagli eventi, ma in tutto contemplano il sapiente progetto di Dio. Perseguono tenacemente la meta, con il cuore sempre fisso al Cielo e camminano fiduciosi in terra. Sanno ritrovare la “via di casa”: non si smarriscono lungo gli inquieti sentieri della storia, perché i loro passi seguono quelli del Maestro (cfr. 1Pt 2,21 ss), tracciando, a loro volta, un sentiero percorribile e indicando a noi la direzione di marcia. Non si lasciano sedurre dalle mode che passano, ma pongono tutta la loro vita e la loro speranza su ciò che è essenziale, su ciò che non muta.

I Santi attestano che, in fondo, per Grazia di Dio, non è difficile amare, patire, offrire con gioia, perdonare, evitare il male e operare sempre per il bene, accogliendo le tante ispirazioni che il Signore infonde nel cuore. Ci insegnano a far tesoro delle prove e del dolore, della morte stessa, non più considerata sciagura e catastrofe ineluttabile, ma consolante porta di accesso per l’eterna beatitudine.

Due fra tutti ........che hanno un posto speciale nel mio cuore
da loro un grande esempio di vita vissuta in santità

 
i beati  Papa Giovanni Paolo II   e  Madre Teresa di Calcutta

raccogliamo il testimone, a noi trasmesso dai Santi. Il tempo della vita – unico e prezioso – ci è dato proprio per questo.

In questo post è contenuta parte di un'articolo pubblicato su “Maria di Fatima”,
 rivista della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria.

Buon festa di Ognissanti a tutti !
Gio


15 agosto 2013

Festa dell' ASSUNTA


Ti benedico perché hai compiuto ciò che mi avevi promesso… Tu mi avevi promesso che non avresti permesso che gli angeli venissero presso l’anima mia, e che saresti venuto Tu da lei: ed ecco che mi accade, Signore, secondo la tua parola. Chi sono io, misera, per esser giudicata degna di tale gloria?- così dicendo portò a compimento la sua economia con il volto sorridente rivolto verso il Signore. Il Signore l’abbracciò e prese la sua anima santa

Buon ferragosto
Gio

31 marzo 2013

Icona della Resurrezione

ICONE

La resurrezione, o meglio come viene chiamata nella religione cristiana ortodossa
LA DISCESA AGLI INFERI
è ben rappresentata in questo bellissimo affresco, realizzato intorno al 1310 
da un iconografo bizantino anonimo, nell'abside del monastero di
 San Salvatore in Chora a Istanbul


Tutta l’iconografia del Parekklesion, pensato come luogo di sepoltura dei santi, parla di resurrezione e vita eterna. Nell'abside si vede la discesa di Gesù agli Inferi, secondo la tipica rappresentazione bizantina. Aperte e calpestate le porte degli inferi che impedivano la resurrezione e gettate via le chiavi con le quali i morti erano imprigionati, legato e gettato a terra ormai impotente il Maligno, Cristo può prendere per mano Adamo ed Eva – e con essi tutti i morti – e condurli alla resurrezione. Tutti gli uomini delle generazioni precedenti sono rappresentati: santi, re, profeti, con in testa, a sinistra, Giovanni Battista ed, a destra, Abele, il primo dei morti nella storia biblica.La tradizione vuole che il monastero di San Salvatore in Chora sia stato il rifugio ed il luogo di accoglienza dei monaci della regione palestinese che venivano a Costantinopoli. Molti iconografi si sono ispirati a quest'opera per rappresentare la RESURREZIONE

**********************


 nel 2005 in occasione della S.Pasqua ho dipinto questa tavola concava
 (cm 50x50 ) anche se molto semplificata rispetto all'immagine originale,
ha comportato comunque per me (principiante e autodidatta)
molte ore di lavoro e ogni anno per la Pasqua
mi riguardo le foto e un pò mi emoziono .. così.... con molta semplicità
ho deciso di condividere in questo spazio la mia interpretazione della
"Resurrezione"

Sullo sfondo è indicato il titolo dell’opera " hanastasis" , La Resurrezione di Gesù Cristo, con le ormai note lettere IC (Iesus) e XP (Cristos).La figura di Gesù è all'interno di una mandorla luminosa, che sembra squarciare le rocce circostanti.


La mandorla è di colore bianco, celeste e azzurro. Gesù con il nimbo, in veste candida, che conserva soltanto il simbolo del sacerdozio regale sulla spalla destra, in piedi e con la gamba destra semi-flessa come se dovesse salire e con la sinistra distesa, come se dovesse scendere. O meglio, sembra che il Cristo abbia raggiunto il massimo della Sua discesa e si accinga a risalire. La discesa, umiliazione (Kenosis) è iniziata con l’incarnazione e giunta qui fin alla radice del male  che spesso è personificato come un essere mostruoso incatenato (io non l'ho dipinto) le porte degli inferi divelte. Infatti i piedi poggiano su due battenti di porta apparentemente sprofondati su un baratro. 



Ai lati due sarcofagi sul cui bordo stanno a destra un uomo ormai anziano, Adamo, e a sinistra una donna, Eva, con una mano velata in segno di rispetto, entrambi sono afferrati e sembrano sollevati dalle mani del Signore ed attratti a sè. Stanno a rappresentare tutta l'umanità precedente alla venuta di Cristo


Dietro, a destra di Gesù,  un corteo di personaggi con il nimbo, di cui il primo con barba e capelli folti ed ispidi, come solitamente viene raffigurato Giovanni Battista, e dietro con corone regali Davide e  Salomone, 


 A sinistra un giovane con un bastone pastorale, Abele e i  profeti…


Le foto non sono gran che a causa della finitura lucida che brilla
ma dell'icona  mi è rimasta solo questa foto


nel 2006 visitando la cripta della basilica di San Nicola a Bari
nella cappella ortodossa ho potuto fotografare una icona
(sul fondo a destra) con la stessa immagine



30 marzo 2013

Icona della deposizione di Cristo

ICONE

SABATO SANTO
 Il giorno del silenzio di Dio 


La Deposizione nel Sepolcro XV sec


Sul primo piano dell'icona viene rappresentato il sepolcro, con il Corpo di Cristo avvolto in fasce dentro di esso. La Madre di Dio è china su di Lui, nell'atto di stringere il suo volto a quello del Figlio. Accanto a lei si china sul corpo del Maestro il suo discepolo preferito, l'apostolo Giovanni evangelista, appoggiando il mento sulla mano, guarda con dolore il volto di Gesù Cristo. Dietro a Giovanni, in atteggiamento addolorato, sono rappresentati Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo. Alla loro sinistra stanno le donne, che hanno portato l'olio. Dietro tutta la scena dolorosa si ergono i monti nella prospettiva rovesciata creando un effetto molto fortificato: lo spazio si apre in alto e in basso, cosi fortemente,  che quello che succede acquisisce una dimensione cosmica. Le mani alzate di Maria Maddalena sembrano unire il posto dove si trova il sepolcro del Signore con tutto l'universo. L'attenzione dello spettatore è attirata, sul sudario, attraverso il suo brillante candore si intravede il corpo di Cristo , però i dettagli delle parti basse dei vestiti di Giovanni e di Maria Maddalena sono dipinti in modo raccolto da sembrare delle fiamme scure che si alzano sul chiaro sfondo del rosso manto di Maria Maddalena. Queste mani alzate in posa tragica portano lo sguardo lassù, in alto, dove si distende un altro mondo. I bordi dei monticelli da icona discendono giù, verso il sepolcro, e fanno tornare di nuovo lo sguardo al corpo di Cristo, il centro dell'universo. La laconicità e l'espressività fanno di questa icona un esempio di preghiera dopo il pianto. La prospettiva rovesciata non è una mancanza di abilità nella raffigurazione dello spazio. Gli antichi pittori di icone russi non avevano accettato la prospettiva lineare, quando l'hanno conosciuta. La prospettiva rovesciata conservava un suo significato Spirituale ed era una protesta contro le seduzioni della "vista carnale". Non raramente l'utilizzo della prospettiva rovesciata dava anche dei vantaggi: permetteva, per esempio, di sviluppare la composizione in modo tale da vedere anche dei dettagli lontani .

29 marzo 2013

Icona della Crocifissione

ICONE

VENERDÌ  SANTO
LA CROCIFISSIONE DI GESÙ
Un' altra preziosa e antica icona bizantina per 
meditare sul momento della morte di Gesù



Crocifissione, Costantinopoli XIV secolo


Questa icona è un'opera russa della fine del 1300, di chiaro influsso bizantino. L'intera composizione è caratterizzata da un grande equilibrio. La croce è piantata saldamente su di un cono pietroso che rappresenta il Golgota e si staglia su uno spazio delimitato dalle mura di Gerusalemme. La crocifissione avviene fuori delle mura, perché Gesù viene rifiutato da Israele e perché la sua morte non profani la città santa. Le figure sono rappresentate così. Il corpo di Maria è lievemente inclinato verso la croce e il corpo di Gesù verso Maria. Giovanni poggia la guancia su una mano, antico gesto del dolore; La Madre è nell'atteggiamento di chi intercede. Sopra tutto si impone il corpo delicato dei crocefisso, al quale la curva del ventre, detta curva del dolore, conferisce eleganza e leggerezza. Il chiarore dorato dello sfondo fa risaltare l'accordo cromatico ocra- bruno delle figure. I riflessi acquei sulla stoffa che cinge i fianchi di Cristo, sulle tuniche di Maria e Giovanni e sulle rocce del Golgota contribuiscono ad annullare ogni pesantezza. Il sangue zampilla dal costato di Cristo e scorre sulle ferite dei chiodi. Nel profondo della morte Egli manifesta segni di vita nuova. Sotto la croce il cranio illuminato di Adamo riceve il lavacro della redenzione. Essa si estende a tutto l'universo, come è ben rappresentato dalla croce bizantina. Essa è a tre dimensioni. il braccio trasversale e la base indicano i quattro punti cardinali mentre l'asse verticale segna l'incontro tra cielo e terra. La croce di Cristo abbraccia così il mondo intero per portarlo a vita nuova.

28 marzo 2013

Icona dell' ultima Cena

Icone

Giovedì Santo
celebrazione dell'ultima cena
del Signore

Questa antica icona bizantina 
ci racconta un momento fondamentale per i cristiani
L'istituzione dell'Eucarestia ma anche il tradimento di Giuda 



l'ultima cena  Rostov/Suzdal XV secolo



LA CENA DEL SIGNORE

Ne "L'ULTIMA CENA" è raffigurato uno degli episodi più drammatici della vita di Gesù Cristo. La composizione del disegno ha seguito il testo evangelico per infondere alla scena il senso dell’ineluttabilità dell’evento. La prospettiva è rovesciata: le linee di fuga convergono verso chi si trova davanti all'immagine. L’edificio, il cenacolo, non è sacro. La scena si svolge all'interno simboleggiato dal panneggio rosso che indica anche il carattere sacro dell’avvenimento; il drappo significa anche protezione e rappresenta la ‘Chiesa’. Il cerchio si apre con Gesù che si consegna, si lascia tradire perché gli uomini siano liberi di salvarsi; non manifesta esteriormente i propri sentimenti. Cristo, quasi fuori dalla tavola, risponde a Pietro , che diventerà il suo successore a capo della Chiesa. Egli indossa una tunica rossa,segno della natura umana da Lui assunta con l’Incarnazione, della sua regalità e dell’amore dato agli uomini con il sacrificio della croce. Il mantello blu che lo ricopre dichiara, invece, la sua natura divina. La sua mano destra è levata in alto in gesto benedicente. La posizione delle dita, in consonanza con la tradizione bizantina, forma le iniziali del suo nome in greco. Al contempo, le due dita ravvicinate richiamano l’unione ipostatica tra la natura umana e quella divina simboleggiata anche dal colore delle sue vesti. Lo sguardo di Gesù è mite ed intenso, carico della solennità e della sofferenza per quanto si sta compiendo in quel banchetto, Pietro protende la mano come se non volesse credere al crimine che si sta compiendo. I suoi occhi appaiono pieni di tristezza e di preoccupazione per l’annuncio del tradimento, mentre, indicando con la mano il Pane eucaristico, esprime il suo sincero desiderio di essergli fedele,sebbene consapevole della propria fragilità umana. Giovanni e Giuda con due gesti che sembrano simili compiono in realtà azioni opposte: Giovanni si getta sul petto di Cristo per chiedergli ‘Signore, chi è che ti tradirà?’; Giuda invece afferra il boccone, pronto a tradirlo. Egli ha lo sguardo truce e privo di relazione; non ha il coraggio di guardare negli occhi né Gesù, né gli altri compagni, quasi ad esprimere vergogna e senso di colpa. La postura del personaggio rivela l’intimo tormento del suo cuore per il male che sta per compiere. Il suo gesto frettoloso è anche la risposta a quello che gli chiede Gesù: “…quello che devi fare, fallo al più presto” Matteo, seduto accanto a Giuda, ha posato la mano sul tavolo, e la sua posa esprime assieme lo sforzo di trattenere il traditore e la coscienza dell’impossibilità di far tornare indietro gli eventi. Gli altri discepoli, stupiti e quasi increduli, con le loro mani lasciano trasparire il timore di essere colpevoli: “Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: ‘Sono forse io, Signore?’. Alcuni hanno lo sguardo rivolto verso i compagni, preoccupati di sapere chi tradirà Gesù,mentre altri guardano il Maestro con tristezza e compassione . Il tavolo attorno al quale sono seduti gli Apostoli è circolare, per esprimere la comunione. È un tavolo‐ostia. La coppa, colma del vino trasformato in sangue, richiama il sacrificio eucaristico mentre con la sua posizione, al bordo della tavola, sembra voler favorire l’accesso dei commensali. Le decorazioni esprimono un significato cosmico: unire cielo e terra.

24 marzo 2013

Icona della domenica delle Palme

inizia con oggi una settimana importante per i cristiani 
vale la pena fermarsi un momento a riflettere 
sugli avvenimenti che hanno portato alla selvezza dell'umanità
una bella chiave di lettura la possiamo trovare nelle antiche icone bizantine


Entrata di Cristo a Gerusalemme  Teofane Cretese, 1567


Al centro dell’icona spicca una palma e questa pianta già annuncia l’evento da contemplare: l’entrata regale in Gerusalemme ma anche il legno della croce che starà al centro del Golgota. Gesù è seduto su un asino, simbolo di pace per la sapienza biblica, non a cavalcioni ma da un lato per dire che quello è il suo trono; l’icona ci indica l’intronizzazione di Cristo come re della pace. I primi ad accogliere Gesù sono i bambini; è presentato il loro entusiasmo nell'esprimere la gioia quando arriva qualcuno che gli vuole bene , uno è vestito di bianco per indicarne l’innocenza. Anche l’asina piega la testa verso quei bambini. Gli adulti sono un po’ più freddi, più statici, diffidenti e non può che essere così,  infatti entrano nella città di Gerusalemme che ha le porte scure per indicare come essa vive ancora nelle tenebre e non ha luce senza il Salvatore; inoltre la città santa è circondata da alte mura ad indicarne la chiusura nell'accogliere il regno di Dio. Notiamo ora come Gesù, pur procedendo verso la città, ha il volto girato indietro, verso i suoi apostoli. Li guarda come per dire: “mi state seguendo? siete in grado di seguirmi?” Gli apostoli per tutta risposta non guardano a Gesù, hanno il volto abbassato e così esprimono la paura di percorrere la strada di Cristo nell'essere luce in un mondo di tenebre, di farsi dono gratuito, di offrire la propria esistenza nell'annuncio della Parola e del Cristo salvatore a delle persone che pensano solo al proprio successo e all'affermazione di se stessi. Nonostante ciò gli apostoli, per la misericordia del Cristo, sono il nuovo popolo di Dio.

17 novembre 2012

Sacra Famiglia


ICONE


L’icona (dal greco eikon =immagine)esprime la religiosità dei popoli cristiano- ortodossi che assunsero la tecnica iconografica da Bisanzio. Nei secoli XIV e XV l’arte iconografica raggiunse il massimo splendore. L’icona non è una semplice immagine, ma luogo della Presenza Divina, la rivelazione del Divino.” L’icona designa l’Assoluto con i colori del relativo”. 
I pittori di icone erano monaci, che univano lo studio della pittura ,
la penitenza e l’ascesi spirituale. 
L’iconografo non cerca un suo concetto di bellezza e le regole della pittura non sono create dai pittori, ma dettate da canoni religiosi e custodite dai Padri della Chiesa, depositari della Verità.
******
Anche oggi chi dipinge icone  accogliendone il senso spirituale prima di iniziare una tavola prega ,
ci sono molte preghiere , questa è quella che io preferisco:

Preghiera 

Insegnami, Signore, ad usare bene il tempo, che mi dai per lavorare, 
e ad impiegarlo senza perderlo.
Insegnami a far tesoro degli errori passati, senza cadere nello 
scrupolo che logora.
Insegnami a prevedere la stesura della mia icona senza che 
io mi tormenti, ad immaginare la mia opera senza affliggermi se
 nasce diversamente. 
Insegnami ad abbinare la rapidità con la lentezza, 
la serenità col fervore, lo zelo con la pace.
Insegnami ad iniziare la mia opera perché è qui dove
 io mi sento più debole.
Aiutami all'apice del mio lavoro a tenere stretto il filo della 
mia tensione e soprattutto colma Tu i vuoti della mia opera.
Signore, nell'opera delle mie mani lascia una Tua grazia 
per parlare agli altri e un mio difetto per parlare a me stessa.
Mantieni in me la speranza della perfezione, 
senza la quale io perderei coraggio. 
Mantieni in me l'impotenza della perfezione, 
senza la quale mi perderei nel mio orgoglio.
Purifica il mio sguardo: 
quello che faccio male non è certo che
 sia male e quello che faccio bene non è certo che sia bene. 
Signore, non farmi mai dimenticare 
che qualsiasi sapere è vano eccetto dove c'e' fatica.
Ogni lavoro senza amore si sperpera e ogni amore è vano 
se non mi lega a me stessa e agli altri. 
Tu, Signore, insegnami a pregare 
con le mie mani, le mie braccia e tutte le mie forze.
Ricordami che l'opera mia Ti appartiene 
e che sono libera di restituirtela donandola.
Se lo faccio per profitto io marcirò in autunno 
come un frutto dimenticato.
Se lo faccio per piacere agli altri 
appassirò alla sera come un fiore.
Ma se lo faccio per amore del bene, io dimorerò nel bene.
E' già il momento di realizzarla nel bene per la Tua Gloria. Amen.

SACRA FAMIGLIA
immagine d'origine


questa è la mia tavola dipinta nel 2005


15 novembre 2012

Madre di Dio

ICONE

Qualche anno fa ho partecipato a un corso dove , la bravissima Nerina Colombo dell'associazione Parla-ascolta di Nibionno, con tanta pazienza insegnava l'antica tecnica della pittura delle icone con la tempera all'uovo, partendo dalla preparazione della tavola di legno fino alla vernice finale. In seguito ho
trovato molto materiale in rete sia per quanto riguarda la tecnica che  le immagini .Mi affascinano molto questi volti anche nella loro imperfezione ed è sempre interessante scoprire o meglio "leggere "il senso ,mai
banale di ogni dettaglio e di ogni colore.

i miei primi appunti 

OCCORRENTE : 

UNA TAVOLETTA DI LEGNO,UN PEZZO DI TELA ,COLLA DI CONIGLIO,ACQUA,COLLA MISSIONE,GESSO IN POLVERE,COLORI IN POLVERE, TUORLO D’UOVO,ACETO,PENNELLI DI VARIE MISURE,ALCUNI FOGLI DI SIMILORO,CARTA VETRATA ,GOMMALACCA. 

ESECUZIONE : 

Levigare la tavoletta di legno con la carta vetrata,preparare la colla con le seguenti proporzioni:una parte di colla e tre parti di acqua,sciogliere la colla nell ’acqua a bagnomaria,incollare la tela sulla tavoletta di legno evitando di formare bolle d’aria e pieghe,lasciare asciugare .Nel frattempo preparare il gesso:mescolare una parte di colla (quella della tela)con nove parti di acqua e aggiungere polvere di gesso quanto basta a formare una pastella piuttosto densa. Stendere almeno sette mani di gesso avendo cura di carteggiare tra una mano e l’altra,conservando il gesso in un barattolo chiuso e in frigorifero .Ricalcare con la carta carbone tutti i contorni e i particolari dell’icona(per questo lavoro utilizzare una fotocopia dell’icona)e inciderli con un punteruolo. Stendere la colla missione,attendere qualche minuto e cominciare ad applicare delicatamente i fogli di similoro,lasciare asciugare per un giorno. Togliere con un pennello morbido l’oro eccedente. Preparare il tuorlo nel seguente modo:un tuorlo,mezzo guscio d’acqua,due o tre gocce di aceto. Cominciare a dipingere l’icona diluendo il colore in polvere con il tuorlo e dando una prima mano di colore( laghetto )avendo cura di usare il colore ben diluito e leggermente più scuro del colore originale a questo punto dipingere l’icona in tutti particolari usando come riferimento una fotocopia a colori .Rifinire i contorni nel colore prescelto(non il nero). Carteggiare e passare una mano di mordente sul retro,scrivere la descrizione dell’icona e finire con due o tre mani di gommalacca.


MADRE DI DIO ORANTE
foto dell'originale madre di Dio orante Jaroslavskaja 

scuola di Mosca
galleria TRET'JAKOV




questa è la prima icona che ho dipinto 


Gennaio 2004
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