28 marzo 2013

Icona dell' ultima Cena

Icone

Giovedì Santo
celebrazione dell'ultima cena
del Signore

Questa antica icona bizantina 
ci racconta un momento fondamentale per i cristiani
L'istituzione dell'Eucarestia ma anche il tradimento di Giuda 



l'ultima cena  Rostov/Suzdal XV secolo



LA CENA DEL SIGNORE

Ne "L'ULTIMA CENA" è raffigurato uno degli episodi più drammatici della vita di Gesù Cristo. La composizione del disegno ha seguito il testo evangelico per infondere alla scena il senso dell’ineluttabilità dell’evento. La prospettiva è rovesciata: le linee di fuga convergono verso chi si trova davanti all'immagine. L’edificio, il cenacolo, non è sacro. La scena si svolge all'interno simboleggiato dal panneggio rosso che indica anche il carattere sacro dell’avvenimento; il drappo significa anche protezione e rappresenta la ‘Chiesa’. Il cerchio si apre con Gesù che si consegna, si lascia tradire perché gli uomini siano liberi di salvarsi; non manifesta esteriormente i propri sentimenti. Cristo, quasi fuori dalla tavola, risponde a Pietro , che diventerà il suo successore a capo della Chiesa. Egli indossa una tunica rossa,segno della natura umana da Lui assunta con l’Incarnazione, della sua regalità e dell’amore dato agli uomini con il sacrificio della croce. Il mantello blu che lo ricopre dichiara, invece, la sua natura divina. La sua mano destra è levata in alto in gesto benedicente. La posizione delle dita, in consonanza con la tradizione bizantina, forma le iniziali del suo nome in greco. Al contempo, le due dita ravvicinate richiamano l’unione ipostatica tra la natura umana e quella divina simboleggiata anche dal colore delle sue vesti. Lo sguardo di Gesù è mite ed intenso, carico della solennità e della sofferenza per quanto si sta compiendo in quel banchetto, Pietro protende la mano come se non volesse credere al crimine che si sta compiendo. I suoi occhi appaiono pieni di tristezza e di preoccupazione per l’annuncio del tradimento, mentre, indicando con la mano il Pane eucaristico, esprime il suo sincero desiderio di essergli fedele,sebbene consapevole della propria fragilità umana. Giovanni e Giuda con due gesti che sembrano simili compiono in realtà azioni opposte: Giovanni si getta sul petto di Cristo per chiedergli ‘Signore, chi è che ti tradirà?’; Giuda invece afferra il boccone, pronto a tradirlo. Egli ha lo sguardo truce e privo di relazione; non ha il coraggio di guardare negli occhi né Gesù, né gli altri compagni, quasi ad esprimere vergogna e senso di colpa. La postura del personaggio rivela l’intimo tormento del suo cuore per il male che sta per compiere. Il suo gesto frettoloso è anche la risposta a quello che gli chiede Gesù: “…quello che devi fare, fallo al più presto” Matteo, seduto accanto a Giuda, ha posato la mano sul tavolo, e la sua posa esprime assieme lo sforzo di trattenere il traditore e la coscienza dell’impossibilità di far tornare indietro gli eventi. Gli altri discepoli, stupiti e quasi increduli, con le loro mani lasciano trasparire il timore di essere colpevoli: “Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: ‘Sono forse io, Signore?’. Alcuni hanno lo sguardo rivolto verso i compagni, preoccupati di sapere chi tradirà Gesù,mentre altri guardano il Maestro con tristezza e compassione . Il tavolo attorno al quale sono seduti gli Apostoli è circolare, per esprimere la comunione. È un tavolo‐ostia. La coppa, colma del vino trasformato in sangue, richiama il sacrificio eucaristico mentre con la sua posizione, al bordo della tavola, sembra voler favorire l’accesso dei commensali. Le decorazioni esprimono un significato cosmico: unire cielo e terra.

1 commento:

  1. ....Era buio quando Giuda usci' dal cenacolo...
    buio fuori e dentro di lui....

    Papa Francesco 27.03.2013

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